Berlusconi non sarà sconfitto dai vaffanmulo, dai gruppi con le stelline Michelin, dai quant’altro, dai facebokkini, dai cortei con chitarre elettriche e amplificatori, dai blog, ma dalla paziente, noiosa, seria, quotidiana tessitura della politica diretta a creare un’alternativa di governo concreta che attragga e sottragga i suoi elettori all’incantesimo mistico e corporale del Santo, non un “social club” di incazzati dove ci si conta fra “noantri”. L’avversario, in politica, si sconfigge utilizzando i SUOI voti, non dividendo i voti dell’opposizione. Ma certo, questo è meno divertente e molto più faticoso. Richiede, orrore, la capacità di pensare, di progettare, di scendere a patti. E di ricordare, se qualcuno si prendesse la briga di studiare un po’ di storia, che la genesi e la mistica di ogni regime passano sempre, prima o poi, per “il vile attentato”, momento necessario per la compattazione dei fedeli, la satanizzazione degli avversari, la beatificazione della vittima e la censura dei “violenti” come infatti già si sente ventilare. — Il vile attentato di Vittorio Zucconi
Si può pensare che il presidente del Consiglio sia inadatto a governare, essere convinti che le sue esternazioni contro gli altri poteri dello Stato così come contro gli organi di garanzia siano allarmanti e sbagliate, essere preoccupati per quelle leggi «ad personam» che rischiano di peggiorare lo stato della giustizia italiana, ma niente di tutto ciò può giustificare la violenza. C’è una linea che in democrazia non si può passare, un discrimine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è a cui non si può derogare. E dire che sembrerebbe essere chiaro a tutti: tanto che anche a sinistra si invita alla mobilitazione democratica in seguito ad ogni aggressione o violenza. Questo deve valere anche per il leader di un governo di centrodestra, anche per Silvio Berlusconi.
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Da mesi quasi nessuno sembra capace di sottrarsi alla tentazione di alimentare il clima terribile in cui viviamo, l’Italia somiglia sempre più ad uno stadio in cui si sente solo la voce degli ultras che gridano mentre incendiano le curve. In questo scontro continuo, in cui si parla soltanto dei destini del premier, si è persa di vista qualunque considerazione sullo stato del Paese e sui suoi bisogni.
— Gli indignati a senso unico di Mario Calabresi
A parlare a vanvera si fa sempre in tempo / 2
Per coloro che hanno pensato e detto che una cosa del genere non si era mai vista, vi ricordo che:
1. Il presidente Kennedy fu ucciso da uno non proprio sano. E c’è chi sulla teoria del complotto ci campa da anni. Vedete di non fare la stessa fine, specialmente a quelli che vedono complotti dappertutto negli ultimi tempi (tipo che ne so, il Climagate…). Ci fu un dramma e un lutto nazionale, ma l’america rimase cool e il vicepresidente giurò in aereo.
2. Il presidente Reagan fu colpito e quasi ammazzato da uno sciroccato. Con la differenza che allora le guardie del corpo fecero il loro lavoro. Tutti rimasero cool, e l’america andò avanti.
3. Al giornalista che diceva che una cosa così non l’aveva mai vista, forse è vero. Perchè nel 48, quando un ragazzo non molto posato e iscritto ad un partitino liberale sparò a Togliatti, lui era ancora piccolo. Il migliore parlò alla radio e disse di rimanere calmi.
4. A coloro che pensano che in Germania queste cose non succedono, ricordo che uno squilibrato colpì Wolfgang Schäuble nel 1990 durante la campagna elettorale, e lo ridusse sulla sedia a rotelle. E, malgrado l’acredine del momento elettorale, sia a destra che a sinistra rimasero calmi.
Per rispetto della persona, il Papa Polacco, non parlo di un altro pazzo che si aggirava almeno 30 anni fa per Piazza San Pietro. E di tutte le teorie complottiste nate dietro. Ma tanto le conoscete.
Ragazzi, il terrorismo sono le Twin Towers, l’assassinio di Moro, la gambizzazione di Montanelli, Piazza Fontanta. Quello ha una matrice politica ed ha un’organizzazione politica.
Questo è uno scemo. Però chi ci si esalta, in un senso o nell’altro, Di Pietro che parla di istigatore e la Carfagna che cita gli anni ‘70, sta discutendo in modo logico delle gesta di uno scemo.
Io eviterei di farlo, tranne che se fosse per Van Gogh. E prenderei esempio dalle democrazie mature, che in questi momenti si compattano intorno alle istituzioni, invece di dividersi e sparare nel mucchio.
— http://carlettodarwin.blogspot.com/2009/12/parlare-vanvera-si-fa-sempre-in-tempo-2.html (via fastlive) (via batchiara) (via sweetpotatopie) (via 3n0m15)
Non c’è più spazio per le esagerazioni e le battute a effetto, per le drammatizzazioni strumentali, i buoni e i cattivi, buonissimi e cattivissimi, indiani contro cow boys, terroristi eversori guerra civile rivoluzione. Non si possono più usare le parole come pietre quando le pietre, sebbene la mano sia di un folle, cominciano a volare. — Concita De Gregorio » Fermarsi ora (via strepitupido) (via batchiara) (via flatguy)
Un giorno il Divino Maestro disse ai Discepoli che lo seguivano: «Prendete una pietra per ciascuno». Tutti ne presero una di media grandezza, ad eccezione di Pietro che per non affaticarsi ne raccolse una piccola quanto un pugno. Ad un tratto Gesù alzò il braccio e benedisse le pietre che si trasformarono in pane. Ogni Apostolo si sfamò, meno Pietro che per via di quel sassolino rimase quasi a stomaco vuoto. Il giorno dopo il Signore disse ancora: «Prendete una pietra, figlioli». Pietro capì che si mangiava… prese un massello, se lo caricò sulle spalle e si affannava a portarlo. Gli altri presero un sasso come prima. Quando al Signore parve, disse: «Fermatevi, ragazzi… Visto che avete la pietra, sedetevi sopra e riposatevi!».
Uh, San Pietro rimase così male, spalancò così tanto occhi e bocca, che gli altri Apostoli scoppiarono a ridere, a ridere; e ancora sono là che ridono.
— Un racconto popolare adattato da Saverio Strati in Miti, racconti e leggende
Se fosse una donna, Daniele Capezzone, sarebbe una «fighetta». Una di quelle tipine narcise e nervose, scosse da un tumulto di spasmi somatici. Una bellina e dimenticabile, costretta a stropicciare le palpebre, inarcare le sopracciglia, chiudere gli occhi e subito dopo spalancarli per mimare una qualche attività cerebrale. Nessuno se la filerebbe poiché la donna, se è un po’ mignotta e parecchio petulante, pur se carina, viene emarginata (semmai stuprata ed emarginata). Essendo uomo, al contrario, ricopre posizioni di prestigio, in qualsiasi campo (anche avverso). Al momento le sue doti più spiccate, agilità e coerenza, gli consentono di portare, non senza una certa atletica libidine, la Voce dell’ultimo partito prescelto, quello delle libertà. Per età, statura (non morale, materiale) e attitudine all’affettività mercenaria (meretricio) potrebbe aspirare ad un posto da “velino”. — Lidia Ravera
Se tra cent’anni arrivassero gli extraterrestri e ci trovassero estinti come i dinosauri, quale messaggio potremmo lasciargli su una parete del Grand Canyon? Avremmo potuto salvarci, ma eravamo troppo pigri… e maledettamente spilorci —
Kurt Vonnegut