Se non ricordo male, passati i 18 anni le cellule cerebrali come altre cosucce cominciano a sfarinarsi e perdere colpi, il grande programma della destra italiana finalmente arrivata al governo dopo 150 anni di regime comunista era centrato sulle tre “I” additate dal candidato primo ministro nel soggiorno del proprio cameriere televisivo preferito: Inglese, Industria e Internet. Non so come sia otto anni dopo la situazione dell’inglese insegnato agli scolari italiani, e ho qualche serio dubbio sulla sua diffusione dopo avere sentito lo stesso Berlusconi chiedere a una ragazzina perché si sia fatta tutto quel “persing” (credo volesse parlare di “piercing”, che semmai si pronuncia come “pirsing”, ma forse lo ha confuso con il noto detersivo Persil) ma in fatto di industria non mi pare stiamo andando benissimo e quanto a Internet stiamo rapidamente tornando indietro. Urge un nuovo libro di Vespa per chiarire che fine abbiano fatto le “I”.
Si nota un certo compiacimento nella destra laica, come in quella clerical chic o in quella televisiva del TGUno, che improvvisamente riscopre il rapporto fra privato e pubblico che il Suo Autonomo Direttore aveva denunciato con vibrante moralismo deontologico, per i guai largamente autoinflitti del Piddino Marrazzo con il viado e i ricattatori della Beneamata. Però attenzione a gongolare troppo: se il Presidente della Regione Lazio decidesse di dare le dimissioni dal proprio incarico, per carità, magari per difendersi meglio se pensa di essere vittima anche lui del solito “gomblotto”, poi come la mettiamo con gli altri importanti puttanieri di Stato?
Vedo circolare in rete e in qualche rispettabile blog, l’idea, seria e amara, di una giornata del silenzio per protestare contro la prossima porcata Alfanosilencer che minaccia seriamente l’esistenza del giornalismo dei cittadini come di quello professionale e non potrei dissentire in maniera più radicale. Per due semplici ragioni: 1) I blogger e i giornalisti (giustamente) indignati da questi costanti attentati al diritto di critica e di cronaca portati dal neo-putinismo all’italiana, non sono “tutti”. Blog di destra filo berlusconiani, come giornali e riviste apparentati al potere continueranno tranquillamente, legittimamente e gioiosamente a pubblicare e a scrivere, rendendo vana e forse un po’ ridicola una giornata del silenzio parziale. 2) Soprattutto, in questo momento della nostra storia, si dovrebbe fare il contrario, alzare la voce, gridare, battere i piedini per terra e fare più, non meno, giornalismo, indagando, criticando, confrontando le balle con la realtà, ridicolizzando, allagando (flooding) un’eventuale legge blogghicida con possibili ipotesi di reato, scambiando frammenti di notizie vere e di informazioni (non di insulti gratuiti o goliardici) per ricomporre il quadro di una realtà sbriciolata quotidianamente dagli organi della propaganda. Se qualcuno vuole fucilarmi, la risposta migliore non è il suicidio. Non è il silenzio la risposta a chi mi vuol zittire e la prova dell’Aventino è già stata fatta. Non ha funzionato un gran che bene. Voglio notizie, non gesti.